La locandina di The Untouchbles con in evidenza lo straordinario cast del fil, da Kostner a De Niro, Passando per Connery e Garcia
La locandina di The Untouchables con in evidenza lo straordinario cast del film, da Kostner a De Niro, Passando per Connery e Garcia

The Untouchables – Gli intoccabili, film di culto di Brian De Palma su una sceneggiatura del drammaturgo David Mamet, è il racconto di una sfida: quella tra Eliot Ness, leggendario agente del Tesoro americano incaricato dal presidente Hoover di dare la caccia ad Al Capone. Siamo nella Chicago degli anni Trenta, quando questo famigerato boss di Cosa Nostra controllava contrabbando e criminalità negli anni del proibizionismo. Memorabile la scena in cui gli agenti aspettano in cima a una scalinata i criminali con cui si scontreranno, che cita apertamente La corazzata Potëmkin di Ėjzenštejn, con una carrozzina e un neonato coinvolti nella sparatoria.

Il cast stellare mette insieme Kevin Costner, nel ruolo di Ness, Sean Connery nei panni del poliziotto irlandese Jimmy Malone, Andy García in quelli del giovane poliziotto italo-americano George Stone e, infine, Robert De Niro nel ruolo del boss Al Capone. Per la sua interpretazione, Connery vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista.

Al Capone (responsabile di crimini sanguinosi ed efferati come la strage di San Valentino) finirà per essere incriminato, grazie al lavoro di Ness, per evasione fiscale. Persino nell’aula del giudizio riesce a comprare la giuria. Nelle drammatiche scene finali Ness si accorge della corruzione e ottiene dal giudice lo scambio della giuria con quella di un processo di divorzio che si sta svolgendo nell’aula accanto. L’avvocato di Al Capone, malgrado le vivaci proteste del proprio cliente, essendosi reso conto di non avere più appigli legali, cambia la dichiarazione dell’imputato da «non colpevole» a «colpevole». Il processo si conclude e il boss viene riconosciuto colpevole di evasione fiscale e condannato a undici anni di reclusione. Mentre viene portato via, Al Capone risponde a una provocazione di Ness con frasi rabbiose, divenute celebri:

«Ma vattene, non sei niente, sei solo chiacchiere e distintivo!»

Bellissima la colonna sonora firmata da Ennio Morricone, che ricevette la candidatura all’Oscar e ai Golden Globe e vinse il premio BAFTA. De Palma aveva fortemente voluto la collaborazione con Morricone, che si ripeté anche nel successivo Vittime di guerra.

Questo secondo appuntamento al Barberini, il 17 novembre alle 19.30, sarà preceduto da una presentazione di Pietro Grasso, magistrato ed ex presidente del Senato.

La delegazione del GRUPPO PARLAMENTARE MISTO DEL Senato della Repubblica,in occasione delle consultazioni.
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Pietro Grasso, nato a Licata nel 1945, è diventato magistrato e ha concentrato il suo impegno nella lotta alla mafia. Molto giovane ha avuto l’incarico di giudice a latere nel maxiprocesso che portava alla sbarra la «cupola» mafiosa. Con questo incarico Grasso ha iniziato una stretta collaborazione con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che gli fornirono un aiuto essenziale per studiare e comprendere le carte processuali. «Falcone – racconta Grasso – mi portò in una stanza blindata, aprì la porta e mi disse: “Ecco, questo è il maxiprocesso”. C’era una stanza con quattro pareti fino al tetto con degli scaffali e 120 faldoni. Si trattava di circa quattrocentomila fogli processuali, tutti da studiare. (…) Provai uno sgomento notevole ma non volli darlo a vedere, non volli deludere Giovanni Falcone che mi osservava, voleva vedere la mia reazione. Gli dissi: “Dov’è il primo volume?” e lui si aprì in un grande sorriso.»

Dall’agosto del 1999 ricoprì l’incarico di procuratore della Repubblica di Palermo, immediatamente dopo la conclusione del primo grado del processo Andreotti. Sotto la direzione di Grasso, dal 2000 al 2004, furono arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ottenne 380 ergastoli e centinaia di condanne per migliaia di anni di carcere.

L’11 ottobre 2005 è stato nominato procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna, che aveva lasciato l’incarico nell’agosto 2005 per raggiunti limiti di età, mentre Grasso era ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo. Il Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha dato via libera alla sua nomina come capo della Direzione nazionale antimafia con 18 voti a favore e cinque astensioni.

Il 16 marzo 2013 viene eletto presidente del Senato. Dal 14 gennaio 2015, con le dimissioni di Giorgio Napolitano, assume il ruolo di presidente supplente della Repubblica Italiana, ruolo che ricopre fino al successivo 3 febbraio, giorno del giuramento del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella.