La locandina originale dl Film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo con le musiche di Ennio Morricone
La locandina originale del film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo con le musiche di Ennio Morricone

Sacco e Vanzetti è un film indimenticabile: Giuliano Montaldo lo realizzò colpito da uno spettacolo teatrale, rappresentato all’interno dell’Italsider di Genova, che raccontava la storia dei due anarchici italiani processati, condannati e giustiziati negli anni Venti in America. Lo spettacolo (per la regia di Giancarlo Sbragia) aveva per protagonisti Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla, che Montaldo volle anche nel suo film. Una pellicola impegnata, su una vicenda spesso dimenticata, con due interpreti intensi e bravissimi.

Il film racconta di come nel 1920 negli Usa, dopo un attentato dinamitardo attribuito al movimento anarchico e mai rivendicato, vengano rastrellati numerosi italiani. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti sono trattenuti con l’accusa di rapina a mano armata e omicidio. Il processo, pur evidenziando la loro innocenza, mette in mostra al contempo la volontà delle autorità statunitensi di compiere un gesto di rappresaglia politica, condannando a morte in maniera esemplare i due anarchici italiani che, seppur seguaci del movimento anarchico, sono innocenti.

La colonna sonora porta la firma di Ennio Morricone (che per la direzione orchestrale collaborò con l’amico Bruno Nicolai) e ne segna emotivamente tutti i passaggi. Morricone collaborò anche con Joan Baez, la famosa cantante e cantautrice americana che scrisse le parole di Here’s to you: quella canzone, con la voce della Baez, divenne un vero e proprio inno generazionale.

Sacco e Vanzetti è un film sull’ingiustizia che risente anche del clima politico italiano: due anni prima, il 12 dicembre 1969, un terribile attentato a Milano aveva aperto la stagione della «strategia della tensione» e anche in quel caso le prime indagini avevano puntato sulla pista anarchica, rivelatasi quasi subito un vero e proprio depistaggio. Ma è anche un film che riesce a ristabilire la giustizia: nel 1977, infatti, il governatore del Ma

Sacco e Vanzetti durante il processo a Boston

ssachusetts, Michael Dukakis, riabilitò Sacco e Vanzetti definendoli vittime di una sentenza politica e ingiusta e riconoscendo il ruolo avuto dal film nel modificare la percezione di quella vicenda lontana e quasi dimenticata.

Sacco e Vanzetti apre la rassegna promossa dalla Fondazione Morricone al cinema Barberini il 10 novembre alle 19.30. A presentare il film sarà Raffaele Cantone. Per acquistare il biglietto clicca qui .

Raffaele Cantone è attualmente procuratore della Repubblica a Salerno. In passato ha svolto un lungo lavoro in magistratura con indagini sulle mafie. È stato sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli e, dal 1999, è entrato nella Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, di cui ha fatto parte fino al 2007. Assegnato all’area del casertano, si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi (quelle raccontate anche da Roberto Saviano nel libro Gomorra), riuscendo a ottenere la condanna all’ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo, fra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanotte, Walter Schiavone, detto Walterino, Augusto La Torre, Mario Esposito e numerosi altri.

Il magistrato Raffaele Cantone

Dal 27 marzo 2014 al 23 ottobre 2019 è stato presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, mentre dal 17 giugno 2020 al marzo 2026 ha ricoperto la carica di procuratore della Repubblica a Perugia, a seguito della nomina da parte del CSM.

Vive tutelato dal 1999 e sottoposto a scorta dal 2003, dopo la scoperta del progetto di un attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei Casalesi. È stato, per quattro legislature, consulente della Commissione parlamentare antimafia, partecipando anche alla redazione della relazione sulla criminalità organizzata di tipo camorristico in Campania. È presidente onorario del presidio di Libera di Giugliano in Campania (NA), dedicato a Filomena Morlando, vittima innocente di camorra.