Era il 16 marzo del 1975. Su un campetto si svolse la sfida tra due maestri e due troupe: da una parte Pier Paolo Pasolini, che stava girando dalle parti di Parma Salò o Le 120 giornate di Sodoma, dall’altra l’amico regista (aveva esordito facendo da aiuto a PPP) Bernardo Bertolucci che sempre qui stava girando Novecento. Due film a loro modo diversi ed epocali. Salò fu presentato per la prima volta a Parigi dopo l’uccisione di Pasolini avvenuta a Ostia nella notte del 2 novembre del 2025. Novecento uscì diviso in due parti (arrivate nei cinema a venti giorni di distanza l’una dall’altra) sempre nel 1976 dopo una apparizione al Festival di Cannes.
Pasolini e Bertolucci erano amici, come amico era il padre di Bernardo, il poeta Attilio. Si racconta che la partita di calcio non fu proprio una “amichevole” e che in mezzo correva anche una sorta di sfida professionale.
Oggi a Novecento è dedicata una mostra a Parma (il catalogo è firmato da Trevi che accosta Novecento non tanto a Salò quanto a Petrolio l’ultima opera inedita di Pasolini rimasto inedita fino al 1989).
Perché parlarne sulle pagine del sito della Fondazione Ennio Morricone? Perché il Maestro firma la colonna sonora di Novecento (bellissima e epica) ed è insieme il consulente musicale di Pasolini per Salò, confermando una collaborazione che durava da tempo. Un impegno straordinario in un anno straordinario (tra i film usciti nel 1976 portano la sua firma tra gli altri anche Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini, Toto Modo, di Elio Petri, e un film “di genere e d’autore” come San Babila ore 20 un delitto inutile, di Calrlo Lizzani). Ricordare Novecento (come fa la mostra che aprirà il 27 marzo, fino a giugno, a Parma presso il Palazzo del Governatore, promossa dal Comune di Parma e dalla Fondazione Bernardo Bertolucci, per la cura di Gabriele Pedullà) non può che ricordare – insieme ad un immaginario straordinaria come quello racchiuso nel film anche le straordinarie musiche di Ennio Morricone.