Novecento è un film epopea, anzi due. L’opera di Bernardo Bertolucci con la straordinaria colonna sonora di Ennio Morricone compie cinquant’anni ma non li dimostra. Due dicevamo perché il film, concepito come un’opera unitaria durava talmente tanto che fu distribuito diviso in due a distanza di un mese l’uno dall’altro. Una tecnica davvero strana, si voleva far capire che il secondo non era un “sequel” (magari dettato dal successo del primo) ma proprio una “Parte 2” di uno stesso progetto.

A ricordare questo compleanno a Roma c’era anche Robert De Niro, scelto da Bertolucci insieme a Gerard Depardieu per interpretare i due ruoli fratelli e antagonisti del figlio dell’agrario e del figlio del contadino. Servirono 40 settimane di lavorazione (tre intere stagioni) e un controllo durissimo di troupe e attori per portare a termine questo straordinario affresco di un secolo, o meglio di mezzo secolo, perché i due protagonisti si confrontano da amici rivali tra gli anni venti e la fine della guerra con le vicende della storia che li trasformano da “fratelli” in rivali.

E Morricone? Ennio in quel 1976 era al lavoro oltre che per questa colonna sonora (estremamente complessa e lunga per “sorreggere” quasi cinque ore di film) anche con altri film che hanno fatto la storia del nostro cinema. L’elenco è questo e come al solito on si può restare che stupiti davanti a tanto lavoro e alla sua strepitosa qualità:

Il deserto dei Tartari (Valerio Zurlini)
L’Agnese va a morire (Giuliano Montaldo)
L’eredità Ferramonti (Mauro Bolognini)
Le Ricain (Jean Marie Pallardy)
Per amore (Mino Giarda)
Renè la Canne (Francis Girod)
San Babila ore 20: un delitto inutile (Carlo Lizzani)
Todo modo (Elio Petri)
Una vita venduta (Aldo Florio).

Vi sembra troppo? No, anche perché da questo elenco manca ancora un film, l’ultimo di Pier Paolo Pasolini, quel Salò o le 120 giornate di Sodoma che finì per essere una sorta di film testamento.