Una giornata di convegno, tanti interventi per affrontare i problemi, complessi e nuovi, posti al mondo del cinema e in particolare a quello della musica per il cinema dall’avvento – sempre più performante e “invadente” –  dell’AI. I lavori sono stati aperti da Walter Veltroni, che ha portato il saluto e l’impegno della Fondazione Ennio Morricone (organizzatrice dell’iniziativa insieme all’Associazione dei compositori di musica per fil, ACMF). Veltroni ha sottolineato come l’innovazione tecnologica va affrontata senza chiusure ma cercando di difendere la creatività umana che è un elemento fondamentale.

Dopo i saluti istituzionali (ha inviato un videomessaggio Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera e il ministro del turismo Gianfranco Mazzi, che aveva seguito la questione nel suo precedente ruolo di sottosegretario del Ministero della Cultura), ha aperto i lavori Nicola Piovani, compositore, vincitore dell’Oscar per “La vita è bella” e membro del CdA della Fondazione Morricone. Piovani ha sostenuto che l’AI diventa sempre più invadente quanto più gli autori si adagiano in una sorta di “manierismo”, di citazionismo. Innovazione e rottura degli schemi – quello che faceva Ennio Morricone – l’intelligenza artificiale non riuscità a produrli.

Secondo intervento da parte di Pivio (Roberto Pischiutta) compositore e anche ingegnere elettronico, ha ricordato come nel giro di pochi mesi, neppure di anni, la qualità della produzione dell’AI è radicalmente cambiata in meglio con la sua capacità di attingere a una gigantesca “libreria” di opere. Questo rende urgente un intervento normativo che non si limiti a quanto scritto nel recente provvedimento italiano sull’AI.

Marco Patrignani, Ceo dei Forum Studios, ha ricordato il rilievo storico di questo storico luogo di produzione e di registrazione. Gli studi di piazza Euclide nascono per iniziativa di quattro maestri assoluti della musica come Morricone, Bacalov, Trovajoli e Piccioni. Qui – ha ricordato – sono state registrate migliaia di colonne sonore e anora oggi gli studi sono il cuore pulsante della musica.

Stefano Mainetti, compositore di musica sinfonica e di note per  la scena, teatro, cinema, televisione,  ha affrontato nel dettaglio i procedimenti dell’AI e la sua “capacità” di produrre in tempi rapidissimi, sottolineando anche le manchevolezze.

Il direttore generale della SIAE, Matteo Fedeli, ha sottolineato intervenendo come qualche passo in avanti si stia compiendo sia nella normativa nazionale che nel quadro internazionale. Quello che emerge – ha detto – è il rifiuto del riconoscimento del diritto d’autore a una musica non composta da un essere umano. Il contributo dell’AI è accettabile a patto che resti centrale l’autore umano.

Questo stesso richiamo a un diritto d’autore “antropocentrico” c’è stato nell’intervento di Clorinda Abate, avvocato dello studio Ponti, specializzata proprio in questo tema. Nelle sue parole – dopo una fase incerta e preoccupante dal punto di vista normativo – si coglono elementi di maggiore positività. Anche se questa è una base di partenza sulla quale innestare leggi e norme regolatorie più sicure e con una dimensione internazionale

Quello dell’AI è un tema che riguarda tutta la creazione dei film, e persino la llro distribuzione. Ne ha parlato Giampaolo Letta che da anni guifa Medusa la casa di produzione e distribuzione cinematografica del gruppo  Mediaset.