La locandina di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Con questo suo film Elio Petri indaga sul potere, sull’abuso, sull’impunità fino a rovesciare la realtà. Il film, che vede la grande prova di Gian Maria Volonté, di Florinda Bolkan e di Salvo Randone, è forse il più importante di questo regista: un’opera che vinse prima il Gran Premio della giuria al Festival di Cannes e poi l’Oscar come miglior film straniero nel 1971. È diventato memorabile grazie anche alla bellissima colonna sonora di Ennio Morricone, che con Petri aveva un forte rapporto di amicizia e collaborazione (sue anche le musiche di La classe operaia va in paradiso e di Todo modo). Oltre all’amicizia, li univa una comune predilezione per i timbri espressivi dell’iperbole, del grottesco, dello «straniamento di origine brechtiana»: ciò rende il connubio tra Elio Petri e Ennio Morricone uno dei più produttivi, quantitativamente e qualitativamente, del cinema italiano. La colonna sonora di Indagine, che pare aver esercitato una notevole impressione sullo stesso Stanley Kubrick, ne rappresenta forse il vertice. Qui la contaminazione tra ambito classico e ambito popolaresco (per esempio, il mandolino suonato come fosse un clavicembalo), con gli «inserti ritmicamente imprevedibili del marranzano, del sax soprano e del contrabbasso elettrico», risulta perfettamente funzionale all’accompagnamento dei moti convulsi della psiche disturbata del protagonista.

Il film ha al centro Volontè, che per tutta la pellicola verrà chiamato semplicemente «dottore». Si svolge a Roma, nel giorno in cui il protagonista, fino a quella mattina capo della sezione omicidi, viene promosso al comando dell’ufficio politico della Questura e uccide con una lametta Augusta Terzi, la propria amante, nell’appartamento di lei.

Il film è realizzato con la tecnica del flashback, attraverso cui si scopre che Augusta invitava il commissario ad abusare del suo potere o a narrarle particolari scabrosi di cui era stato testimone come poliziotto o, ancora, lo provocava parlandogli di una sua relazione con un giovane rivoluzionario, l’ex studente anarchico Antonio Pace, residente nel suo stesso palazzo. La Terzi, entrando in profonda intimità con lui, porta a nudo le sue debolezze e non manca di umiliarlo.

Consapevole e allo stesso tempo incapace di sostenere il potere che egli stesso incarna, il poliziotto dissemina la scena del delitto di prove e, durante le indagini, alternativamente ricatta, imbecca e depista i colleghi che si occupano del caso. Se in un primo momento ciò che guida il protagonista pare essere l’arroganza di chi confida nella propria insospettabilità, col proseguire della storia questa convinzione viene via via smentita dai fatti, e l’arroganza si rovescia in una sorta di confessione, non accettata dai suoi colleghi, che lo ritengono del tutto innocente. Il film si chiude in maniera ellittica con l’arrivo dei pezzi grossi della polizia. Il pubblico non vedrà mai come si conclude la vicenda: sullo schermo appare invece una citazione di Franz Kafka: «Qualunque impressione faccia su di noi, egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano».

Indagine è il terzo e ultimo appuntamento del ciclo dedicato a Ennio Morricone e il Potere. Al Barberini, il 24 novembre alle 19.30, a presentare la pellicola sarà Flavia Perina, giornalista e saggista. Per acquistare il biglietto clicca qui.

Flavia Perina

Flavia Perina, nata a Roma nel 1958, ha un lungo percorso giornalistico e politico che parte dal lavoro al Secolo d’Italia, di cui è stata anche direttrice, introducendo temi nuovi per un quotidiano di destra, dal femminismo all’ecologia al dialogo interreligioso. Lasciò il giornale nel 2011 dopo aver aderito alle mobilitazioni indette dal movimento Se non ora quando? in risposta allo scandalo del Rubygate. Aveva guidato il Secolo d’Italia fino al 22 marzo 2011, quando, dopo la rottura tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, fu esonerata dall’incarico per l’incompatibilità della sua linea editoriale con le posizioni della maggioranza degli ex AN. Insieme a lei lasciarono il giornale anche Luciano Lanna e il caposervizio cultura Filippo Rossi. Oggi è tra le firme di commento politico del quotidiano La Stampa. Per ADD Editore ha pubblicato il saggio Senza una donna. Un dialogo su potere, diritti, famiglia, nel paese più maschilista d’Europa, scritto con la deputata del Partito Democratico Alessia Mosca.

Tra i suoi libri ricordiamo anche Le lupe, edito da Baldini e Castoldi.