Una operazione complessa che metterà a disposizione di tutti (studiosi e appassionati) una enorme ricchezza culturale.
La Fondazione Ennio Morricone compie il suo primo passo acquisendo – in accordo con la famiglia Morricone – l’archivio documentale del Maestro. Una straordinaria eredità che comprende migliaia e migliaia di documenti di ogni tipo: partiture, appunti e documentazione scritta del suo lavoro, nastri che raccolgono le esecuzioni originali dalla fase del “bozzetto” alla loro stesura definitiva, materiali sonori. Oggi ancora da catalogare e ordinare col fine di metterli a disposizione degli studiosi come dei tantissimi ammiratori della musica di Morricone.
Nello statuto la Fondazione Ennio Morricone ha proprio questi “imprinting”, questa sua missione fondamentale:
- favorire e sviluppare lo studio e la ricerca dell’intera opera musicale di Ennio Morricone, promuovendo la catalogazione e l’archiviazione dei suoi lavori, compresi spartiti manoscritti.
- consentire agevolare e promuovere lo studio delle opere di Ennio Morricone mediante la consultazione dei documenti, delle partiture, degli spartiti che saranno
donati e/o messi a disposizione dai suoi eredi e che saranno catalogati archiviati e ordinati secondo opportuni criteri.
I passaggi saranno molteplici, partendo dalla richiesta di riconoscimento da parte della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dal Lazio dell’interesse storico dell’archivio stesso ai sensi del dei Codice Beni Culturali e Paesaggistici.
Il lavoro di catalogazione, di studio e digitalizzazione sarà complesso ed entusiasmante. Ma permetterà, una volta ordinato l’archivio, di renderlo consultabile riuscendo così a conservare la memoria storica e artistica del lavoro di Ennio Morricone. L’archivio sarà la testimonianza diretta e insostituibile della vita, del processo creativo e della sua attività professionale;
Offrire supporto alla ricerca e agli studi. Gli studiosi avranno a disposizione le fonti primarie per analisi critiche biografie accurate e indagini documentarie sui rapporti professionali nonché comprendere meglio il contesto culturale e sociale in cui il Maestro ha operato.
Con la consapevolezza che gli archivi musicali sono anche dei documenti di memoria collettiva che arricchisce il patrimonio nazionale e internazionale. In questo modo si potrà anche promuovere l’opera del maestro nella sua complessità e interezza. Grazie alla digitalizzazione che dà un contributo indiscutibile all’accessibilità dei documenti a un pubblico più ampio di studiosi, ricercatori e appassionati, stimolando nuovi processi culturali e didattici. E infine sarà possibile divulgare correttamente la figura e l’opera del Maestro così che possa essere fonte di ispirazione per interpretazioni e ricerche innovative.