“La Fondazione – ha detto Walter Veltroni – avrà innanzitutto il compito di valorizzare lo straordinario archivio di Ennio Morricone, iniziando un lavoro di catalogazione, digitalizzazione con lo scopo di metterlo a disposizione di studiosi e appassionati. Si tratta di un lascito enorme fatto di spartiti, incisioni, annotazioni, corrispondenze che hanno segnato una lunga magnifica carriera. Stiamo parlando di uno degli italiani che hanno portato nel mondo la nostra arte, amatissimo ovunque.”
Ricordando Ennio, la moglie Maria ha voluto citare alcune delle opere più amate: “Mi piace ricordare la sua ricerca e il suo tentativo di usare pochi suoni nelle sue composizioni: alcune volte solo tre note, come in “Metti una sera a cena” o “Il clan dei siciliani”. Non era certo per povertà stilistica, al contrario era una sfida e il misurarsi con l’insegnamento di maestri, come Bach. Mi piace ricordare canzoni come “Se telefonando” o le grandi arie di “The Mission” o ” Voci dal Silenzio” che, pur composte a decenni di distanza, hanno degli elementi in comune, a segnalare una strada di ricerca perseguita nel tempo”.
Giuseppe Tornatore (il cui bellissimo “Ennio” film documentario biografico sarà proiettato nella serata del 12 all’Auditorium Parco della Musica) ha sottolineato il valore del suo lavoro per il cinema. “Ennio era capace di dare vita ad un film. Lo studiava con attenzione e scriveva sempre con grande inventiva. Eppure il suo rapporto con la musica da film non era pacifico: era come se vivesse questa musica come limitata. Eppure sono convinto che , per chi come me fa cinema, ma anche per tutti quelli che hanno amato quei film identificandoli a volta più con la musica che con le immagini, che lui riuscisse a trasferire in quella musica tutte le sue capacità e la sua profondità culturale e artistica sembra impossibile che sia così. Ma forse questo “tarlo” ha reso così straordinaria la sua musica per il cinema, per la quale non ha avuto tutti i riconoscimenti che meritava”.
Gianni Letta ha sottolineato lo spessore umano di Ennio Morricone: “Era un uomo umile, che non si dava arie, lavorava con estremo rigore e intensità. La musica era tutto senza mai dimenticare però il mondo, cominciando dalla sua famiglia e dagli amici. Mi è successo di chiedergli una mano e gli ho proposto fare il presidente della SIAE, chi meglio di lui avrebbe potuto rappresentare il mondo della creatività. Eppure, lui mi disse di non sapere se ne sarebbe stato all’altezza”.
“La Fondazione – ha aggiunto Walter Veltroni – è già al lavoro per promuovere alcuni eventi che riportino le note di Morricone nei teatri e nelle piazze italiane già nel prossimo anno. L’appuntamento è per il 6 luglio quando in quattro città italiane, Roma, Bari, Palermo, Torino si terranno dei concerti con le sue musiche. A Roma l’appuntamento è in piazza del Campidoglio e a dirigere sarà Nicola Piovani”.





