di Felice Laudadio

«La prima cosa che mi viene dal cuore, dopo la distruzione di questo straordinario teatro, è la sua straordinaria ricostruzione. È la prima volta che vengo qui*(al Petruzzelli ndr). Ho voluto dire questo per prima cosa, prima di ringraziare quanti hanno finora parlato di me. Ma io penso di non meritare niente, faccio solo il mio dovere: l’unica cosa che so fare è scrivere musica». Furono queste le prime parole con le quali Ennio Morricone, davvero molto commosso, esordì per ringraziare l’allora sindaco di Bari Antonio Decaro (oggi presidente della Regione Puglia) per avergli conferito – nella mattinata del 27 aprile 2019 al Teatro Petruzzelli – le chiavi della città in presenza della presidente del Bif&st, Margarethe von Trotta, e di altri tre cineasti italiani insigniti, come Morricone, del Premio Oscar: Nicola Piovani, Gianni Quaranta e Giuseppe Tornatore.
Toccò proprio a Piovani il compito di tenere la sua appassionata laudatio in onore del Maestro. «Si è detto che Morricone – affermò fra l’altro – è il numero uno, il più grande per la musica da film, ma tutti sappiamo che, accanto all’attività di autore di musica da cinema, Ennio ha prodotto tantissima musica di quella che lui chiama musica da concerto. Queste due cose non vanno insieme ma lui è riuscito a farle andare insieme. Come è riuscito a far andare insieme l’alta qualità quando scriveva canzonette, quando faceva degli arrangiamenti. Insomma è una specie di totalità della musica. Prima dell’apparizione nel mondo del cinema di Ennio Morricone, i musicisti da film erano molto poco considerati, pur se ne abbiamo avuti di grandissimi come Lavagnino, Cicognini, Rustichelli, grandi lavoratori che lavoravano nell’ombra». E così concluse, sommerso dagli applausi dell’enorme pubblico che affollava il teatro fino al loggione: «L’Italia è il Paese di Dante Alighieri, di Giotto, di Giuseppe Verdi ma è anche il Paese di Ennio Morricone».
Quel 27 aprile fu intitolato “Morricone Day”, una giornata intensissima piena di eventi mentre nelle strade della città risuonavano dagli altoparlanti sparsi un po’ dovunque le note delle sue composizioni più famose. Alle 9 era partita al Petruzzelli la prima proiezione – La migliore offerta di Giuseppe Tornatore – della vasta retrospettiva di film musicati da Ennio composta da 42 opere cinematografiche prescelte dallo stesso Morricone nella sua vastissima produzione di colonne sonore che ne comprende oltre 500: una selezione rivelatasi piuttosto complicata giacché, nelle ripetute riunioni che prima del festival tenemmo nella sua casa all’Eur con la collaborazione e la complicità di sua moglie Maria, risultò impresa alquanto difficile dover escludere tanti capolavori. Ma dovevamo stare nel numero prefissato di 42 film rappresentativi del suo lavoro di compositore. Alle 9.30, nell’altra sala che fino al 4 maggio avrebbe ospitato gli altri 41 film della rassegna – il Multicinema Galleria – ebbe luogo la proiezione di Per un pugno di dollari di Sergio Leone.
Alle 10 fu inaugurata nell’imponente Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari la prima delle due mostre fotografiche dedicate al cinema di Morricone, organizzata con i preziosi materiali della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia che Ennio volle ringraziare con un suo autografo apposto su una delle gigantografie. Alle 13 – al Teatro Margherita, dopo la cerimonia della consegna delle chiavi della città svoltasi dalle 11 al Teatro Petruzzelli – vi fu l’inaugurazione della seconda esposizione fotografica organizzata dal Consolato di Francia a Bari e intitolata Mostra Monsieur Morricone con l’esposizione di foto di scena, manifesti e locandine dei tanti film di Ennio approdati nel corso del tempo sugli schermi francesi. Finalmente una pausa nell’intensa mattinata si ebbe con un pranzo per pochi predisposto nella strepitosa location sul mare del Circolo della Vela.
La ripresa delle attività del “Morricone Day” avvenne alle 18.30 con la presentazione al Teatro Margherita del volume Ennio. Un Maestro e con una conversazione a due voci fra il compositore e Tornatore, moderata dal critico francese Jean Gili. Nello stesso teatro, nei giorni successivi, si avvicendarono – per parlare del lavoro di e con Morricone – i registi Roberto Faenza, Ricky Tognazzi, Giuliano Montaldo e Marco Bellocchio.
E infine il gran finale di questa prima giornata del tributo dedicato a Ennio per festeggiare i suoi 90 anni: il conferimento in serata, di nuovo al Teatro Petruzzelli, del “Federico Fellini Award for Cinematic Excellence” consegnatogli da Giuseppe Tornatore e il concerto in suo onore tenuto da Lina Sastri e dalla sua band in accompagnamento alla proiezione di un film muto del 1926, Napoli che canta (restaurato dal George Eastman Museum di Rochester, New York), diretto da Leone Roberto Leoni, il padre di quel Sergio Leone per il quale Morricone aveva composto le musiche di tutti i suoi film. Guarda qui il video
* Morricone ricorda che si tratta della sua prima volta nel teatro ricostruito. Ma l’8 giugno 1990, un anno prima del terribile incendio che distrusse il Petruzzelli, vi aveva diretto un concerto di sue musiche da film in occasione della cerimonia di apertura dei Mondiali di calcio di Italia ‘90 eseguite dall’Orchestra sinfonica della Provincia di Bari integrata dal soprano Alide Maria Salvetta, dai trombettisti Cicci Santucci e Fabrizio Bosso e dai flauti di pan del Trencito de Los Andes. A Bari Morricone, sempre con Maria, era già stato nel settembre 1988 per l’anteprima mondiale di Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore presentato nell’ambito del festival EuropaCinema diretto da chi scrive e, ancora una volta, nel gennaio 2009 – nella serata finale dell’edizione zero del Bif&st condotta da Ugo Gregoretti – per consegnare di persona al miglior compositore di un film italiano in concorso (Teho Teardo per Il divo di Paolo Sorrentino) il riconoscimento che porta il suo nome: Premio Ennio Morricone.